
IlTuoConsulente Welcome
Da noi il risparmio e' di casa
IlTuoConsulente nasce dall'idea di voler sfruttare al massimo tutto cio' che puo' portar risparmio al cliente.
Ci occupiamo di risparmio nel settore bancario, assicurativo,e nelle forme di risparmio e statale.
E' Sui piani di risparmio che ci distinguiamo,trovando e costruendo su misura il miglior prodotto per il cliente sfruttando in pieno le leggi che lo stato emana,ogni anno solo il 5% dei soldi stanziati viene realmente sfruttato, mentre il restante 95% a fine anno rimane nelle casse dello Stato.
Noi Siamo qui per rendere migliore la tua vita e non chiediamo nulla in cambio,il servizio e' gratuito.
La nostra consulenza e' rivolta ad aziende e privati
Mutui e surroghe
La nostra forza sta nel consultare tutte le Banche presenti sul territorio nazionale per trovare il miglior servizio al tasso piu' basso e con le garanzie migliori presenti sul mercato (Muto o Surroga) portando cosi' una prima forma di risparmio ai nostri clienti

Pensiamo a voi ma anche ai i vostri figli
Quando nasce un bimbo o una bimba spesso i genitori ricevono somme cospicue dai parenti come regalo. In questi casi una buona idea potrebbe essere quella di investire il denaro, facendolo diventare la base per un piano di accumulo.Ci sono molte soluzioni, molte compagnie Assicurative hanno previsto dei piani d'accumulo riservati ai minori. Secondo questo meccanismo, noi mettiamo da parte via via nel tempo delle somme, per poter poi trovarci in mano un certo gruzzoletto al termine del piano. Quando si parla di neonati, la base di partenza potrebbe essere costituita dai regali che si ricevono in fase di nascita o al battesimo, e poi i genitori possono mettersi d'impegno con i regalini periodici che arrivano ogni tanto, o integrando magari loro stessi,ipotizziamo di partire con una dotazione iniziale alla nascita di 1500 euro, con dei versamenti periodici annuali di 500 euro. Prendendo in esame uno degli strumenti di risparmio più diffusi in Italia, i piani di accumulo ,"Esempio con 1500 euro di partenza e 500 euro all'anno, che sono poi 10 euro alla settimana, al compimento del diciottesimo anno d'età il ragazzo potrà ritirare la bella cifra di circa 15.450 euro"
Questa sicuramente potrebbe essere una base solida per il vostro piccolo/a per aiutarli a ritrovarsi qualcosa in futuro.
Il PAC (piano di accumulo di capitale) e gestione del proprio TFR

I PAC sono la soluzione adatta al piccolo risparmiatore che non vuole investire tutto il suo capitale in partenza, ma intende accumularlo a piccoli passi nel tempo. Con il PAC, una quota di risparmio mensile è destinata alla formazione di un patrimonio che possa esaudire i nostri obiettivi di investimento a lungo termine.
Una delle caratteristiche più vantaggiose del PAC è data dall'elevata accessibilità nell’investimento. Non è necessario infatti avere a disposizione grandi somme.
Il PAC è inoltre una formula flessibile che non presenta vincoli. E’ possibile modificare l'importo dei versamenti in qualsiasi momento, oppure sospenderli e riprenderli in futuro. Il piano d’accumulo non prevede nessun limite di tempo, consentendo di disinvestire in tutto o in parte il patrimonio accumulato in ogni momento oppure lasciarlo investito senza ulteriori versamenti.
Il PAC permette di gestire adeguatamente l’emotività dell’investitore di fronte alle oscillazioni dei mercati. L’ingresso sui mercati con il PAC, che avviene a prezzi differenti e investendo piccole somme, consente di mediare il valore di acquisto delle attività e ridurre la volatilità del nostro investimento. Grazie al PAC, quindi i possibili ribassi sui mercati hanno un impatto decisamente attenuato sul valore dei nostri investimenti.

TFR in azienda o fondo pensione: quali fattori considerare per la destinazione TFR?
In linea generale la scelta di lasciare il proprio TFR in azienda o no, aderendo ad un fondo pensione aperto o chiuso, è particolarmente complessa e richiede delle conoscenze approfondite sia in materia economico-finanziaria che normativa.
In estrema sintesi è possibile raggruppare i fattori di scelta in quattro macro categorie:
costi di gestione dei fondi pensione;
regole di tassazione sul TFR ed eventuali agevolazioni fiscali;
rendimenti dei fondi pensione o rivalutazione del TFR;
età del lavoratore al momento della scelta.
TFR in azienda o fondo di previdenza complementare: il fattore tassazione
Il secondo fattore da considerare nella scelta se aderire ad un fondo pensione o lasciare il proprio TFR in azienda è l’analisi della tassazione del TFR.
A partire dalla Legge di Stabilità dello scorso anno la tassazione TFR è stata così modificata:
la tassazione del TFR destinato ai fondi pensione, per la parte relativa all’incremento del montante accumulato, è attuata con aliquota del 17%, eccezion fatta per i fondi pubblici o assimilati (FondInps per esempio) che rimangono al 12,50%;
la tassazione del TFR in azienda, invece, viene attuata applicando un’aliquota del 20% sulla rivalutazione dello stesso.
La differenza scelta tra lasciare in TFR in azienda o no, aderendo ad un fondo di previdenza complementare, è rappresentato dal rendimento finanziario
In questi ultimi anni i rendimenti dei fondi pensione, sia negoziali che aperti, sono stati sempre superiori rispetto a quelli del TFR in azienda.